giovedì 5 febbraio 2015

Quando si dice il "parco buoi"!

di Achille Nobiloni

Ma siamo davvero diventati un “parco buoi” o ogni tanto usiamo ancora la nostra testa?
Questa volta non parlo di politica o Società ma di mercato azionario e mi chiedo: possibile che le quotazioni del titolo Saipem, una delle più grosse società di progettazione, costruzioni e servizi petroliferi al mondo, debbano seguire in tempo reale quelle del greggio?!
Possibile che una società con fatturato e commesse per miliardi di euro cambi valore di ora in ora, anche in modo consistente, a seconda delle variazioni del prezzo del barile di petrolio?!
Possibile che piani di investimento di lungo termine e progetti per miliardi di dollari che richiedono anni per essere realizzati contino poco o nulla di fronte alle oscillazioni frenetiche e volubili delle quotazioni del greggio che un attimo salgono e l’attimo dopo scendono?!
Possibile che non si guardi il trend di lungo periodo ma la semplice oscillazione puntuale che la mattina è preceduta dal segno meno e il pomeriggio da segno più per far oscillare in modo consistente il valore di un colosso industriale fra i primi dieci al mondo nel suo settore?!

Questa mattina

Oggi pomeriggio
Basta guardare le due foto qui sopra, la prima di questa mattina e la seconda di poco fa, per verificare come questo accada praticamente tutti i giorni in barba alle analisi su quelli che in gergo vengono chiamati i “fondamentali” del mercato e dell’attività delle aziende in esso quotate. 

Qualche giorno fa
Ormai ci si muove sull’onda dell’emotività, degli automatismi di acquisto e di vendita e chi volesse invece trovare aiuto in un’analisi più ponderata e professionale da parte di chi queste cose fa di mestiere non trova poi gran conforto in quel che gli offre il panorama dell’informazione professionale …. come dimostrato da quest’altra foto qui sopra, di qualche giorno fa.
Comunque, tanto per la cronaca, il titolo Saipem che il giorno 12 gennaio scorso era a quota 7,20 € poco fa era a 8,70 € con un +1,3% rispetto a ieri.

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Aggiornamento a metà e fine giornata ;-)

La mattina giù, il pomeriggio su

A fine giornata un bell'aumento all'inseguimento del greggio!

mercoledì 14 gennaio 2015

Ma che Paese siamo diventati?

di Achille Nobiloni

Gentiloni e Fassino in pista per la corsa al Quirinale?!
Una corsa per la quale Bersani invoca candidati "all'altezza di Prodi e Marini"?! Un'altezza per uguagliare la quale spunta il nome di Veltroni?! Se non addirittura l'ipotesi Grasso (che già si è ritrovato "presidente per caso" al Senato come la Boldrini alla Camera)?!
Il tutto raccontato da un giornalista del Corriere della Sera che nel descrivere lo scenario, e parlando della villa di Arcore (dimora di Berlusconi), autoindulge più volte nella dotta citazione della "Fortezza Bastiani" .... come se tutti avessero letto Il deserto dei tartari??!! 
Ma che razza di Paese siamo diventati?


martedì 13 gennaio 2015

I conflitti religiosi e lo scherzo a Paolo Brosio

di Achille Nobiloni

Da sempre alcune delle principali religioni del mondo hanno consentito, e in alcuni casi ancora consentono, l’esercizio di un forte potere e un forte controllo sulle masse, la religione cattolica per prima che bruciava gli “eretici” nelle piazze, condannava gli scienziati e scomunicava i comunisti.
La forza del potere e del controllo sulle masse è inversamente proporzionale al livello di benessere ed emancipazione delle masse stesse e non a caso tale potere e tale controllo sono notevolmente scesi nell’Occidente (forse anche troppo ricco e opulento rispetto al resto del mondo) dove la maggior parte della gente pensa prima alla carriera, ai soldi e al proprio benessere materiale che a un più diffuso benessere spirituale e alla religione, al contrario di molti Paesi ancora in via di sviluppo nei quali spesso la religione è al primo posto nella vita quotidiana di milioni (miliardi!) di persone che non posseggono quasi nulla se non la loro fede religiosa.
In questo contesto chi pretende di avere più giudizio lo usi!! Non è criminalizzando l’Islam né inviando soldati armati fino ai denti, tanto da sembrare robot giapponesi tipo Mazinga, o caccia bombardieri del costo di miliardi di euro in Paesi in cui il reddito medio è di 300 euro l’anno che si può avere la pretesa di difendere la libertà di quei popoli, specialmente quando spesso quella presunta libertà coincide stranamente molto da vicino con gli interessi economici dei “liberatori”.
Allo stesso modo credo che in questo contesto e in questo clima la vignetta sulla prossima copertina di Charlie Hebdo sia una provocazione tanto inutile quanto sciocca (al pari della preannunciata tiratura di tre milioni di copie contro le normali sessantamila) specialmente se messa a confronto con lo sdegno suscitato in Italia dallo scherzo andato in onda ieri sera su “Scherzi a parte” al giornalista Paolo Brosio per il quale scherzo non si è invece esitato a evocare il “cattivo gusto” e addirittura la censura.
A questo punto ammettere che siamo un Paese provinciale e incoerente mi sembra davvero il minimo!

venerdì 5 dicembre 2014

La "Cupola romana": specchio dei tempi ... cambiati!

di Achille Nobiloni

La vicenda della “cupola romana” ci fa chiedere come in Italia la politica sia potuta arrivare a questi livelli di contaminazione.
Ebbene una chiave di lettura può essere questa: una volta era l’occasione che faceva l’uomo ladro e in mezzo a molti politici ce n’erano anche di corrotti. Tanti o pochi non saprei dire (secondo me sempre troppi!) ma certamente una minoranza. All’epoca c’erano però le scuole di partito, le organizzazioni giovanili, le sezioni giovanili dei partiti e chi si avvicinava alla politica spesso lo faceva da giovanissimo, per passione, e si faceva le ossa partendo appunto dalle sezioni giovanili e passando poi per le amministrazioni locali fino a diventare amministratore provinciale o regionale quando non addirittura parlamentare. Strada facendo qualcuno si lasciava tentare dalle “occasioni”, che già allora non mancavano, e da lì alla “tangentopoli” del 1992 il passo non fu poi lunghissimo.


Oggi le scuole di partito non ci sono più e le sezioni giovanili dei partiti nemmeno, molto spesso le motivazioni che spingono a entrare in politica sono diverse da quelle di una volta e la carriera viene perseguita non facendo una lunga e faticosa gavetta ma attraverso la ricerca di conoscenze e scorciatoie di ogni tipo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: faccendieri, autisti o portaborse di personaggi politici, opportunisti di qualsiasi tipo che, sempre più numerosi, riescono a fare una propria carriera politica ricoprendo qui o là incarichi nelle Istituzioni o in società o aziende che dipendono dalla politica quando addirittura non si improvvisano imprenditori e dalla politica riescono a ottenere appalti e commesse … per non parlare di quelli che riescono a fare entrambe le cose diventando politici, amministratori o “grand commis” e appalti e commesse li ottengono per parenti, affini e amici.
Se tutto ciò sia stato studiato a tavolino o anche qui si sia trattato di un’”occasione” fortuita non saprei dire, fatto sta che il fenomeno è venuto a coincidere temporalmente con la fine della Prima Repubblica e paradossalmente con l’avvento di Forza Italia, nata nel gennaio 1994 proprio come risposta del mondo imprenditoriale al decadimento della politica italiana sempre più corrotta e distante dalle esigenze dei cittadini.
L’intento dichiarato di Berlusconi era quello di porre al servizio del Paese la propria esperienza di imprenditore che aveva saputo creare dal nulla un grande gruppo industriale formato da una molteplicità di aziende e una moltitudine di dipendenti. Solo che invece che a un “innesto” si procedette a un “espianto” e la vecchia politica, ormai completamente compromessa nell’immagine e delegittimata nella sostanza, fu sostituita dalla nuova politica sviluppatasi sul modello “manageriale” introdotto da Berlusconi.
Complice il sistema del reclutamento, delle cooptazioni e delle liste bloccate, con il tempo sono poi cambiati anche il modo e le motivazioni attraverso cui si determina l’ingresso in politica e sempre più numerosi sono diventati i casi in cui le conoscenze e gli agganci con certi ambienti hanno sostituito la vecchia gavetta di una volta nelle file delle sezioni giovanili dei partiti e nelle amministrazioni comunali di provincia. Allo stesso modo l’ambizione di allargare il proprio giro di clienti o di appalti da parte di liberi professionisti e imprenditori ha sostituito l’abnegazione con cui in passato molti personaggi illustri si cimentavano nella politica pensando più all’interesse comune che al proprio tornaconto.
Insomma se in passato in politica si entrava per passione e spirito di servizio e strada facendo era “l’occasione” che induceva alcuni ad approfittarne per trarre vantaggi personali, oggi sono numerosi (certamente più numerosi che in passato e senza troppe distinzioni di partito) coloro i quali vi entrano fin dall’inizio con l’idea di spremere il limone più che possono.
Ecco perché vicende come quella della “cupola romana” stupiscono sempre meno, l’indignazione della gente cresce sempre più e l’astensionismo elettorale anche. La salvezza dell’Italia non dipende tanto dall’euro, dal debito pubblico o dalla spending review quanto dal recupero dell’educazione civica che una volta si insegnava nelle scuole e ora non più.

giovedì 26 giugno 2014

E se invece delle automobili fosse nato prima il PC?

di Achille Nobiloni

L'altra mattina nel traffico cittadino, fermo al semaforo, riflettevo sul fatto che la mia automobile è un grosso oggettone ingombrante, prevalentemente metallico, lungo quasi cinque metri e pesante quasi due tonnellate. Pensavo poi che solo in Italia, tra grosse e piccole, ne esistono ben trentasette milioni e, di riflessione in riflessione, mi sono detto che l'autombile è l'oggetto che forse più di tutti gli altri ha influito sul paesaggio e sull'assetto organizzativo, urbano e no, dell'ambiente in cui viviamo: strade, parcheggi, piazze e distese di automobili un po' dappertutto, col loro rumore, i loro gas, i loro scarti: pneumatici, batterie, oli esausti, ecc. ecc.


E sempre di riflessione in riflessione mi sono chiesto come sarebbe stato diverso il mondo se l'uomo avesse inventato il PC prima dell'autombile. Provate a pensarci: in fondo tra i due oggetti non esistono parallelismi, nessi di causalità nè l'una risulta propedeutica all'altro. Certo a fine '800 forse l'elettronica non esisteva nemmeno ma in linea teorica si sarebbe potuta sviluppare anche senza l'automobile e prima di essa. 
Proviamo allora a immaginare come sarebbe stato un mondo in cui il PC fosse venuto prima dell'automobile: tanti spostamenti non sarebbero stati più necessari, si sarebbe potuto lavorare da casa, molti luoghi si sarebbero potuti vedere sul video anzichè di persona, la posta sarebbe stata "elettronica" e non cartacea, tante merci si sarebbero potute comprare da casa senza necessità di spostarsi, altrettanto dicasi per certificati, documenti, pagamenti, ecc. ecc.

Lo so, è un'assurdità questa che sto scrivendo, ma mi sono chiesto se nascendo prima il PC dell'automobile avremmo avuto ugualmente trentasette milioni di veicoli circolanti solo in Italia, migliaia e migliaia di chilometri di strade, tanti sfasciacarrozze e montagne di pneumatici usati, milioni di litri d'olio usato riversati nelle fogne o per terra o nei corsi d'acqua, centinaia di migliaia di batterie smaltite chissà come e se città, periferie e campagne sarebbero ugualmente state come ci appaiono ora o magari diverse.
Intendiamoci: non è un pistolotto ambientalista il mio, solo qualche riflessione un po' pazza mentre ero fermo al semaforo!

Crisi economica e qualità nazionali

di Achille Nobiloni

La crisi economica ancora in atto sta inducendo tutti a fare di necessità virtù e tirare fuori le proprie qualità migliori. In alcuni Paesi si fa ricorso allo spirito di sacrificio, in altri all'attaccemento al lavoro, in altri ancora alle capacità organizzative e via dicendo.

Da noi in Italia quella che sta avendo uno sviluppo notevole e' ... l'attitudine alla truffa! Ormai e' tutto un proliferare di mail e telefonate in cui ti dicono che ti stanno per spedire i vini che hai ordinato (??), concedere il prestito che hai richiesto (??), rinnovare l'assicurazione in scadenza (??), formalizzare il passaggio alle tariffe biorarie come da legge (??), attivare il passaggio a un'utenza più vantaggiosa (??), ecc. ecc.
Naturalmente basta che tu risponda alla mail o ti intrattenga qualche minuto con l'interlocutore telefonico per ritrovarti vincolato a queste "offerte" che spesso offerte non sono perchè riescono a farle passare addirittura per tue "richieste" con tanto di vincoli contrattuali e penalità in caso di recesso.


Insomma siamo un paese di mariuoli e tutto questo non fa che aumentare sempre piu' il nostro distacco dagli altri Paesi perchè se quelli reagiscono alla crisi con atteggiamenti virtuosi sviluppando le loro qualità migliori noi lo facciamo da "magliari" sviluppando le nostre capacità di imbroglioni!
Dice: "Ma non siamo tutti cosi!". Sara' pure vero ma siccome fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce questa è la percezione che hanno di noi all'estero e secondo voi avendo la possibilità di scegliere tra l'Italia e altri Paesi dov'è che andrà a mettere i propri soldi un potenziale investitore estero?